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La salute pubblica, spiegata con calma

Consumo consapevole

Come leggere le etichette degli alimenti al supermercato

L'etichetta di un alimento confezionato è un documento normativo, non uno slogan. Imparare a leggerla in ordine, dal primo ingrediente all'ultimo, cambia davvero la spesa.

Mano di una persona che gira la confezione di un alimento per leggere la tabella dei valori nutrizionali sul retro
Avvertenza medica: Contenuti a scopo informativo: non sostituiscono il parere di un medico e nessuna pagina di questo magazine va letta come consiglio sanitario personalizzato.

Ogni volta che giriamo una confezione troviamo due cose molto diverse tra loro: una facciata pubblicitaria, disegnata per vendere, e una facciata legale, disegnata per informare. La seconda è l'etichetta nutrizionale e l'elenco degli ingredienti, ed è l'unica delle due che la normativa europea mette sotto vincolo di veridicità. Saperla leggere richiede mezz'ora di apprendimento una volta sola, e poi rende ogni spesa un po' più consapevole.

L'elenco degli ingredienti segue un ordine preciso

La regola più utile è anche la più semplice: gli ingredienti sono elencati in ordine di peso decrescente, come stabilito dal regolamento europeo sull'informazione agli utenti sui prodotti alimentari. Ciò che compare per primo è presente in quantità maggiore, ciò che compare per ultimo in quantità minore. Se in una marmellata compare prima lo zucchero che la frutta, sappiamo che quella marmellata è più zucchero che frutta, comunque la si chiami sul davanti della confezione.

L'elenco serve anche a scoprire ciò che il fronte del pacchetto tace. Un succo di frutta può vantare la presenza di arance sul lato illustrato e contenere, in coda all'elenco, correctori di acidità e aromi. Nessuna di queste sostanze è di per sé un problema: semplicemente, l'elenco degli ingredienti è l'unico punto in cui il prodotto descrive se stesso con onestà obbligatoria.

La tabella nutrizionale: a cosa servono i valori per 100 grammi

La tabella dei valori nutrizionali riporta energia, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, di norma riferiti a 100 grammi o 100 millilitri di prodotto. Il riferimento a 100 grammi serve a confrontare due prodotti tra loro senza fare calcoli: se due yogurt dichiarano rispettivamente otto e quattro grammi di zuccheri per 100 grammi, il secondo ne contiene la metà, a prescindere dalla dimensione della confezione.

Attenzione alla porzione dichiarata accanto: alcune tabelle aggiungono una colonna riferita alla porzione, che può essere più piccola di quella che mangiamo davvero. La normativa permette entrambe le colonne; il confronto onesto resta quello per 100 grammi.

Le diciture che dicono poco

Espressioni come naturale, artigianale, senza/gluten-free quando il prodotto non ne conterrebbe comunque, o light usato in senso non normato, non descrivono quasi nulla di verificabile. Le indicazioni nutrizionali e salutistiche che invece hanno valore legale sono disciplinate a livello europeo: l'indicazione a basso contenuto di grassi, per esempio, può comparire solo sotto determinate soglie quantitative. Una buona abitudine è trattare ogni dicitura del fronte confezione come un'ipotesi da verificare sul retro.

Il fronte della confezione è pubblicità, il retro è informazione obbligatoria: quando i due si contraddicono, vince il retro.

Date di scadenza e consumo preferenziale

Da consumare entro il comunica la data oltre la quale il prodotto non è più sicuro, e va rispettata senza interpretazioni. Da consumare preferibilmente entro il indica invece il momento fino a cui il produttore garantisce le qualità organolettiche tipiche: dopo quella data l'alimento resta generalmente commestibile se conservato correttamente, ma perde progressivamente profumo, croccantezza o fragranza. Districare le due formule aiuta a ridurre sprechi senza correre rischi.

Quattro abitudini che rendono la lettura veloce

  • Confrontare prodotti per 100 grammi, mai per porzione dichiarata.
  • Cercare dove compare un ingrediente nell'elenco, prima o dopo la metà.
  • Ignorare aggettivi non normati sul fronte confezione e verificare sul retro.
  • Controllare le due date, di sicurezza e di qualità, con nomi diversi.

Cosa l'etichetta non può dirvi

Nessuna etichetta dice se un alimento fa bene a una persona specifica: quello è un discorso che riguarda la dieta nel suo insieme e, quando serve, il parere di un medico o di un professionista sanitario abilitato. Le etichette descrivono composizione e quantità, non decisioni. Il loro uso migliore è strumentale: capire cosa stiamo comprando, non trasformare ogni acquisto in un esame.

Per approfondire il linguaggio degli esami e dei valori di laboratorio, il nostro glossario sanitario raccoglie voci come la glicemia e la pressione arteriosa spiegate in modo semplice, mentre nella sezione Prevenzione trovate la guida all'igiene delle mani nei momenti che contano davvero.

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