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La salute pubblica, spiegata con calma

Diario della redazione

Come abbiamo costruito il glossario sanitario

Un glossario sembra un elenco di definizioni, ed è invece una scelta continua: cosa entra, cosa resta fuori, quanto semplice può diventare una parola senza diventare sbagliata.

Scrivania con dizionario aperto alla lettera G, block notes gialli e matite appuntite disposte in ordine di lavoro
Avvertenza medica: Contenuti a scopo informativo: non sostituiscono il parere di un medico e nessuna pagina di questo magazine va letta come consiglio sanitario personalizzato.

Quando abbiamo aperto Fisionline, la prima risorsa che volevamo costruire era un glossario. Non per riempire una pagina, ma perché nella nostra esperienza di lettori la parola è il primo ostacolo: una persona che riceve un referto con scritto glicemia a digiuno o pressione differenziale non ha bisogno di un motore di ricerca, ha bisogno di una frase che spieghi quel termine in ottanta parole oneste.

Il criterio di scelta delle voci

Non tutte le parole mediche meritano una voce. Il nostro criterio è semplice: entra nel glossario il termine che un lettore italiano incontra davvero nella vita comune, sul referto di un esame, nell'etichetta di un alimento, nella notizia di un'epidemia. Escono i termini specialistici che vivono solo dentro gli ospedali, e restano fuori anche le voci che richiederebbero una trattazione clinica che non ci compete. Il glossario serve alla persona che legge, non alla persona che visita.

Come scriviamo una definizione

Ogni voce segue tre regole. Prima: la definizione non usa altre parole difficili, o se deve usarle le spiega nella stessa frase. Seconda: la definizione distingue sempre ciò che il termine significa da ciò che un valore di quel termine indica per una persona, perché il passaggio dal significato al caso individuale è esattamente il punto in cui serve un medico. Terza: ogni voce indica la sua origine informativa pubblica, dal Ministero della salute all'Istituto superiore di sanità, perché una definizione senza fonte è solo un'opinione ben impaginata.

Una buona definizione si riconosce così: finita la lettura, il lettore sa qualcosa in più e non ha ancora deciso niente sul proprio caso.

I cinque errori che scartiamo

  • La definizione che spaventa: se la parola fa paura, la frase che la spiega non deve aggiungerne.
  • La definizione che consiglia: il glossario spiega significati, non terapie.
  • La definizione circolare: spiegare la glicemia con lo zucchero nel sangue e lo zucchero nel sangue con la glicemia.
  • La definizione senza contesto: dire cos'è la pressione senza dire quando e come si misura non aiuta.
  • La definizione immutabile: la medicina aggiorna le proprie conoscenze, e il glossario segue.

Le schede approfondite

Alcune voci meritano più di una definizione: la pressione arteriosa, la glicemia, il microbiota hanno pagine dedicate che spiegano il concetto in profondità, sempre restando sul piano generale. Sono le prime tre schede di un archivio che crescerà con calma, una voce alla volta, perché preferiamo un glossario piccolo e verificato a uno grande e compilato in fretta.

Il calendario delle voci

Il glossario non cresce a raffica: ogni settimana la redazione seleziona al massimo una o due voci nuove, le scrive, le confronta con le fonti e le pubblica con una data visibile. Un ritmo lento è una scelta: una voce ben fatta invecchia bene e continua a essere utile per anni, mentre un elenco frettoloso invecchia male e inganna chi lo consulta nel momento del bisogno. Nelle intenzioni della redazione, l'indice arriverà a coprire il vocabolario minimo della prevenzione e degli esami comuni, senza fretta e senza vuoti riempiti per riempire.

Cosa chiediamo ai lettori

Il glossario migliore nasce dalle domande vere: se nella vostra lettura trovate un termine che vorreste vedere spiegato qui, scrivetecelo. Ogni proposta arriva alla redazione attraverso l'indirizzo contact@fisionline.org, e le voci più richieste entrano nel piano di lavoro. Non possiamo rispondere a domande cliniche personali, ma possiamo, e vogliamo, capire quali parole mancano.

Il glossario è collegato a tutto il resto del magazine: ogni articolo che usa un termine tecnico rimanda alla voce corrispondente, e chi inizia da una definizione trova sempre un percorso per approfondire, dalla guida sull'igiene delle mani alle risposte delle domande frequenti sul sonno. È il nostro modo di costruire una biblioteca, non una bacheca.

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